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  • Roberto De Pascale

Il Gin di Piero

Oggi siamo a Bedizzole in provincia di Brescia, nell'entroterra, vicino ai comuni rivieraschi di Padenghe e Lonato del Garda. Il primo nucleo abitativo di Bedizzole sorse sull'antica strada romana che collegava Brescia a Verona per poi svilupparsi nel tempo verso nord lungo la strada per Valtenesi. E' possibile ammirare un bellissimo castello, costruito in difesa delle invasioni ungariche dei secoli IX e X e che racchiudeva l'antico borgo medievale.

Qui ho il piacere di conoscere Giampiero Giuliano che da qualche hanno ha fondato una bellissima azienda "Piero Dry Gin" e che oggi mi mostrerà.

La sua è una storia molto bella e originale, una sera di maggio stava passeggiando lungo la Gran Via della capitale spagnola quando fu richiamato dalle luci blu e dall'arredamento minimal di un locale. Era il 2008 e si trovava a Madrid per l'ennesimo viaggio di lavoro. Entrato nel locale si sedette al bancone ad ammirare il bartender che con dedizione e creatività stava preparando una bevanda dall'altissimo senso estetico.



In quel momento provò il suo primo Gin Tonic "premium". Quell'esperienza cambiò' la sua vita: da allora in ogni viaggio un gir bar da provare e una bottiglia di gin locale da acquistare.

Nel 2018 la tesi di un MBA internazionale è proprio sulla creazione di un nuovo gin. Insieme a una collezione di centinaia di bottiglie e il sogno di un miscelato perfetto.

Così prende vita il gin Piero.

MI racconta che l'intento è stato quello di creare un gin unico nel suo genere, ripetute prove e sperimentazioni con decine di piante diverse, alla ricerca del distillatore ideale nell'Italia meno conosciuta.



In gin Piero è innanzitutto Gianpiero che ne è il fondatore.

Erede di personaggi da romanzo di Gabriel Garcia Marquez: viaggiatori, capitani di ventura, imprenditori visionari e manager passionari che dal Molise la "regione che non cè" emigrano a Puerto la Cruz in Venezuela., a Buenos Aires in Argentina e nelle principali città d'Australia, per poi tornare in Italia.

Il suo percorso continua nei mille viaggi di lavoro, in diversi Paesi, tra lo stile contemporaneo e hipster delle metropoli e la ricchezza delle città multietniche e interculturali, contaminando i gusti più' esotici e indigeni, senza mai dimenticare l'amore per il bello, il design e ,l'estetica tipicamente italiani.

Giampiero mi fa provare il suo gin, un gin intenso, ricco di storia ma creato per essere equilibrato e morbido, ideale per completare qualsiasi cocktail.

Al naso è netta la sensazione del ginepro, seguita da un'accentuata nota speziata, con un leggero sentore balsamico. Il palato conferma la predominanza del ginepro, a cui fanno da contrappunto note calde e avvolgenti della maggiorana che incontra il cardamomo e lo zenzero. Nel finale emerge un gusto ricco, persistente e risinoso con un retrogusto tendente al dolce dato dall'ingrediente segreto di cui Giampiero non vuole svelarmi il nome,

Questo Gin gustato in purezza mostra tutto il suo carattere e trova la sua più alta espressione.

E' un gin di pregevole fattura, senza fronzoli, un dry gin dai profumi marcati e dal gusto secco ed equilibrato, derivanti dall'utilizzo e dalla dosatura sapiente di 6 botaniche.

Giampiero mi racconta che dopo ripetute prove e sperimentazioni con più di 30 piante diverse, alla ricerca del distillato ideale, la miscela si è materializzata su 6 differenti botanici, dalla mistura alcolica perfetta: un'esperienza sensoriale per un nuovo incredibile sapore.

Ora inizia la parte più interessante di questo viaggio nel mondo di Gin perchè Giampiero mi spiega le tecniche di distillazione.




Giampiero mi dice che c'è una attenta selezione delle materie prime: ginepro di primissima qualità bucce secche di arancia dolce, maggiorana, cardamomo, zenzero, e l'ingrediente segreto dalla nota floreale.

Dosate e miscelate per essere messe in infusione idroalcolica a circa 60 gradi, in apposito apparecchio di distillazione dotto di cestello per contenere le sostanze vegetali.

Trascorso un tempo di circa 2 giorni, si procede ad una lenta distillazione assaggiando attentamente e scartando alcune frazioni non idonee, raccogliendo esclusivamente il cuore del distillato.

A fine distillazione si procede al controllo analitico del distillato, gradazione alcolica e analisi organolettica. Seguono vari dosaggi per definire la giusta quantità da utilizzare per un prodotto finito standard e armonico, tarato a 42 gradi alcolici. Poi Giampiero mi dice che il prodotto finito viene lasciato riposare, filtrato ed infine confezionato.

La produzione di questo gin avviene in piccoli lotti, con l'aggiunta di botanici selezionati che ne esaltano la freschezza e gli aromi intensi.

La dolcezza dell'arancia, l'amaro del ginepro, lo speziato del cardamomo, la piccantezza dello zenzero e la nota floreale data dall'ingrediente segreto.

Piero Dry Gin è in collaborazione con la Distilleria Enrico Toro, Abruzzo e suo mastro distillatore Enzo.

Una esperienza unica, avvolgente che lascia un sapore intenso in bocca, vi invito a provare il suo Gin a conoscere il suo mondo ricco di eventi e numerosi sono i locali dove poterlo gustare in tutta Italia.




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