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Racconti di identità
Storie, incontri e dettagli che diventano racconto
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IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Trentaseiesima puntata | Chef Daniel Tortella
Il latte non è mai solo un ingrediente. È memoria, territorio, gesto.Daniel Tortella costruisce il suo primo gesto del 2026 partendo da qui: dalla materia più semplice e più complessa allo stesso tempo. Non la trasforma per stupire, ma per comprenderla fino in fondo.Il risultato è un piatto che lavora per concentrazione, stratificazione ed equilibrio.Tortelli di ricotta dolce, pecorino, fondo bruno di formaggi e camomilla. Il piatto Il cuore è un tortello ripieno di ricotta d
Roberto De Pascale
2 giorni faTempo di lettura: 2 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Trentacinquesima puntata | Pastry Chef Pietro Recchia – Ristorante Amistà
Achrome Ci sono dessert che non nascono in pasticceria, ma nell’arte. Con Achrome, il pastry chef Pietro Recchia traduce in forma gastronomica il pensiero di Piero Manzoni: eliminare il colore per arrivare all’essenza della materia. Un dolce che prende ispirazione dall’omonima serie di opere dell’artista italiano, dove la superficie priva di colore diventa spazio puro, liberato da simboli e rappresentazioni. Da questa idea nasce un dessert che mette al centro gli ingredienti
Roberto De Pascale
5 magTempo di lettura: 2 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Trentaquattresima puntata | Chef Davide Ciampi
Crudo di mare, agrumi, olio extravergine, spezie leggere e una nota alcolica Il primo gesto con cui Davide Ciampi apre il 2026 non è una tecnica complessa né un esercizio di stile.È qualcosa di molto più essenziale: partire dal prodotto crudo. Prenderlo tra le mani, tagliarlo, assaggiarlo, capire cosa può diventare. È da questo momento che nasce il piatto scelto per raccontare l’inizio dell’anno. Il crudo di mare che Ciampi porta nella rubrica nasce durante un’esperienza in I
Roberto De Pascale
29 aprTempo di lettura: 3 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Trentatreesima puntata | Chef Alessandro Ganci – Gusto Italian Taste
Risotto, burro acido, cuore di tonno rosso e fondo di funghi Ci sono piatti che raccontano l’incontro tra due identità gastronomiche. Da una parte il mare e la memoria personale, dall’altra la tecnica e la struttura della cucina contemporanea. Con questo risotto Alessandro Ganci costruisce proprio questo dialogo: la Sicilia delle sue radici e una cucina più tecnica, capace di trasformare ingredienti familiari in un linguaggio gastronomico personale. Il riso viene tostato a se
Roberto De Pascale
29 aprTempo di lettura: 3 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Trentaduesima puntata | Chef Libero Ratti – Elda Hotel
The Hunted – La Preda Ci sono piatti che non nascono da una ricetta, ma da un istinto antico. Il gesto della caccia, il silenzio del bosco, il momento in cui la natura diventa nutrimento. Con The Hunted – La Preda , lo chef Libero Ratti costruisce un piatto che affonda nella dimensione più primordiale della cucina: il rapporto tra uomo, territorio e selvaggina. La lepre diventa il centro di questo racconto gastronomico e viene interpretata in due forme. Da una parte cotta len
Roberto De Pascale
14 aprTempo di lettura: 3 min


IL PRIMO GESTO | Il mare che ritorna – Trentunesima puntata | Chef Davide Canziani – Ristorante Ma.Ri.Na.
Linguina alla Bouillabaisse Ci sono piatti che raccontano un ristorante più di qualsiasi parola. Piatti che attraversano il tempo, cambiano forma ma non identità. Davide Canziani sceglie di ripartire proprio da uno di questi: la Bouillabaisse, presenza storica nella carta del Ma.Ri.Na . nei primi anni Duemila. Allora era una zuppa intensa e conviviale, capace di attraversare il menu con naturalezza, servita come antipasto, primo o secondo piatto. Oggi quella memoria torna in
Roberto De Pascale
7 aprTempo di lettura: 3 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Trentesima puntata | Chef Matías Díaz Silva – 136 Berlin
Corvina, rocoto e limone Amalfi Ci sono piatti che non nascono per sorprendere con effetti speciali ma per accompagnare il percorso di una cucina nel tempo. Per Matías Díaz Silva, chef di 136 Berlin, il primo gesto del 2026 coincide con una preparazione che lo accompagna fin dall’apertura del ristorante nel 2019: un involtino di corvina che racchiude al suo interno un ceviche della stessa corvina lavorato con rocoto peruviano e limone di Amalfi. Il piatto si costruisce su un
Roberto De Pascale
31 marTempo di lettura: 5 min


Cucina contemporanea: non cerco piatti perfetti, cerco cucine che sanno restare.
Non è una selezione.È uno sguardo.In un tempo in cui tutto scorre veloce — immagini, piatti, aperture, classifiche — la domanda cambia:non è più quanto colpisce, ma quanto resta.La cucina contemporanea sta vivendo una trasformazione silenziosa.Non cerca più di impressionare.Cerca di radicarsi.Non nel passato, ma in qualcosa di più profondo:una memoria personale, una visione precisa, un’identità che non ha bisogno di spiegarsi.Queste cinque cucine non hanno molto in comune,
Roberto De Pascale
28 marTempo di lettura: 2 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Ventinovesima puntata | Chef Federico Ferrari – Mirepuà Food Lab
Terrina di campagna, maiale nostrano, pollo ruspante, piante dell’orto, paté di cortile e insalatina di stagione all’agro di lamponi Ci sono piatti che raccontano una cucina.Altri che raccontano una storia personale. La terrina scelta da Federico Ferrari per aprire simbolicamente il 2026 appartiene alla seconda categoria: un piatto che nasce dalla tradizione contadina piemontese e dalla passione dello chef per il quinto quarto , materia spesso dimenticata ma profondamente ide
Roberto De Pascale
24 marTempo di lettura: 3 min


Cinque visioni della cucina contemporanea: chef, memoria e identità nel piatto
Introduzione Ti è mai capitato di dimenticare un piatto subito dopo averlo mangiato? Succede spesso. E poi ce ne sono altri. Pochi. Quelli che restano. Non per l'estetica, non per l'effetto, non per la sorpresa immediata. Ma perchè lavorano più in profondità: nella memoria, nelle sensazioni, in qualcosa che continua anche dopo. Questo racconto parte da qui. Da una domanda semplice: cosa rende un piatto capace di restare? Cinque chef, cinque visioni, cinque modi diversi di co
Roberto De Pascale
22 marTempo di lettura: 2 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026| Ventottesima puntata | Chef Simone Palazzo — Tenuta Masseria Furnirussi
MASSERIA FURNIRUSSI Nel cuore del Salento, a Serrano, circondata da un esteso ficheto biologico e da una vegetazione rigogliosa, Masseria Furnirussi – Emblems Collection rappresenta una masseria reinterpretata in chiave contemporanea. Parte della collezione Emblems di Accor, la struttura coniuga lusso raffinato e studiata semplicità, offrendo un’esperienza immersiva dove cucina biologica, benessere e artigianalità dialogano con il ritmo naturale della terra. A soli venti minu
Roberto De Pascale
17 marTempo di lettura: 2 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Ventisettesima puntata | Chef Federico Costa – Arburent Osteria di Confine
Il confine non è una linea Ci sono territori che non hanno mai davvero deciso da che parte stare. Luoghi dove i dialetti cambiano nel raggio di pochi chilometri, dove le ricette si assomigliano senza essere uguali e dove il mare arriva in pianura senza essere visibile. Castelnuovo Scrivia è uno di questi. Siamo nel cuore delle Quattro Province — Alessandria, Pavia, Genova e Piacenza — un punto geografico dove l’Appennino incontra la pianura e dove, da secoli, ingredienti e te
Roberto De Pascale
14 marTempo di lettura: 3 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Ventiseiesima puntata | Chef Felix Lo Basso – Felix Lo Basso Restaurant
Il Polpo incontra la Puglia Ci sono piatti che non nascono per essere inventati ma per essere ricordati. Felix Lo Basso sceglie di aprire l’anno con un gesto personale: trasformare l’insalata di polpo delle tavole pugliesi in una lettura contemporanea senza tradirne l’identità. Il polpo viene cotto lentamente nella propria acqua, come nella tradizione domestica, lasciato raffreddare e successivamente arrostito per creare contrasto tra morbidezza e tostatura. Il sapore marino
Roberto De Pascale
10 marTempo di lettura: 2 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 |Venticinquesima puntata | Chef Salvatore Polizzi
Un viaggio prima ancora di una pizza La storia di Salvatore Polizzi non nasce davanti a un forno. Nel 2011, appena diciottenne, lascia l’Italia e si trasferisce a Bruxelles. Non parte con l’idea di fare il pizzaiolo: lavora come venditore per Audi e passa le giornate in ufficio, tra ordini e gestione commerciale. La cucina entra nella sua vita quasi per necessità, nel fine settimana, quando decide di arrotondare lavorando in una pizzeria. È lì che incontra Bernardo D’Annolfo.
Roberto De Pascale
6 marTempo di lettura: 3 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 | Ventiquattresima puntata | Chef Simone Greco – Galera Eno Chalet
Ci sono piatti che segnano un momento preciso nella vita di un cuoco. Altri che raccontano un percorso intero. E poi ci sono quelli che fanno entrambe le cose, diventando la sintesi tra ciò che si è imparato e ciò che si desidera esprimere. Il primo gesto del 2026 di Simone Greco nasce proprio da qui: da una giovane maturità, da esperienze importanti e da una visione chiara della propria identità culinaria. La sua storia Simone Greco nasce nel 2001. La cucina per lui non è ma
Roberto De Pascale
5 marTempo di lettura: 3 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 | Ventitreesima puntata | Chef Alessandro Rossetti – Ristorante Olio, Origgio
TORTA PAESANA Questo dessert nasce da una reinterpretazione della Torta Paesana, dolce povero della tradizione legato al recupero del pane. Un gesto che affonda le radici nella memoria e nel rispetto della cucina di casa, riportando al centro un sapore antico attraverso una lettura contemporanea. È realizzato con pane integrale a lievitazione naturale, cioccolato fondente monorigine Perù di altissima qualità e pinoli di San Rossore che, grazie al microclima del territorio, sv
Roberto De Pascale
3 marTempo di lettura: 3 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 | Ventiduesima puntata | Chef Fabrizio Murtinu| Cruditè – Punta Secca
RICORDO D’INFANZIA Tuorlo d’uovo marinato alla soia, cipollotto e alloro, quenelle di gambero rosso di Mazara e gel al mandarino salato. Questo piatto mette in dialogo terra e mare, non come contrapposizione ma come fusione naturale di gesti, sapori e memoria. È un gesto che parla di equilibrio, radice e identità. Il cuore emotivo è affidato al gel al mandarino salato, memoria diretta dell’infanzia dello chef in Sardegna, a Villacidro. Il mandarino diventa traccia affetti
Roberto De Pascale
27 febTempo di lettura: 2 min


Chef Domenico Boschi – Don Pasquale, Roma: Il piatto che apre il 2026 | PRIMO GESTO | Ventunesima puntata
UN LUOGO CHE DIVENTA IDENTITÀ Il Don Pasquale nasce all’interno dell’Hotel Maalot Roma, cinque stelle L parte della Shedir Collection e affiliato a Small Luxury Hotels of the World. Un rifugio urbano elegante ma informale, con trenta camere, dove l’ospitalità si traduce in un’accoglienza autentica, mai rigida, capace di far sentire l’ospite immediatamente a casa. Negli ultimi anni il Maalot ha ricevuto importanti riconoscimenti internazionali, tra cui il premio Booking come u
Roberto De Pascale
26 febTempo di lettura: 2 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 | Ventesima puntata | Gennaro Capparelli – 52 Gradi, Conegliano Veneto
Questo piatto racconta la capacità della pizza di farsi linguaggio gastronomico, senza rinnegare la propria identità popolare. È un gesto che unisce memoria, territorio e tecnica, traducendo una ricetta della tradizione veneta in una grammatica contemporanea. Radicchio e Fagioli nasce come omaggio alla terra trevigiana e alla sua stagionalità. Non è una rilettura estetica, ma un lavoro di equilibrio sulle consistenze, sulla profondità del sapore e sulla pulizia del morso. La
Roberto De Pascale
24 febTempo di lettura: 2 min


IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 | Diciannovesima puntata | Beny Di Santo – La Bottega dell’Artista, Castelforte
Questo piatto custodisce il senso del tempo. Racconta al cliente una cucina che non accelera, che non forza, che non semplifica. È un gesto che parla di attesa, rispetto e concentrazione. Verza, Coda e Tempo è una dichiarazione silenziosa: la materia non va domata, ma accompagnata. Il piatto nasce dall’idea che il tempo non sia un ostacolo, ma un ingrediente vero e proprio, capace di trasformare la struttura, la profondità e la memoria del sapore. La coda di vacca vecchia obb
Roberto De Pascale
20 febTempo di lettura: 2 min

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