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IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Trentaseiesima puntata | Chef Daniel Tortella

  • Immagine del redattore: Roberto De Pascale
    Roberto De Pascale
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il latte non è mai solo un ingrediente. È memoria, territorio, gesto.Daniel Tortella costruisce il suo primo gesto del 2026 partendo da qui: dalla materia più semplice e più complessa allo stesso tempo. Non la trasforma per stupire, ma per comprenderla fino in fondo.Il risultato è un piatto che lavora per concentrazione, stratificazione ed equilibrio.Tortelli di ricotta dolce, pecorino, fondo bruno di formaggi e camomilla.

Il piatto

Il cuore è un tortello ripieno di ricotta dolce preparata secondo la tradizione abruzzese, con miele e cannella.Attorno si costruisce una stratificazione lattica: una fonduta di pecorino che dona cremosità ed acidità e un fondo bruno di formaggi aromatizzato con genziana, alloro e basilico, che concentra e amplifica le note più profonde del latte esaltandole attraverso l’amaro.La camomilla interviene come elemento aromatico e balsamico, con il compito di armonizzare la struttura del piatto e alleggerire la componente lattica.

tortello ripieno dello chef Daniel tortella

Filosofia del piatto

L’idea del piatto nasce dal desiderio di lavorare il latte di pecora nella sua massima espressione, sviluppandolo in diverse consistenze e livelli di intensità.Non è un contrasto, ma una costruzione progressiva del gusto, dove ogni elemento dialoga con l’altro mantenendo coerenza e identità.

Perché è il piatto del 2026

Ho scelto questo piatto perché rappresenta il mio modo di pensare la cucina: partire da una tradizione identitaria, come il ripieno dolce abruzzese di ricotta, e costruirci intorno una struttura contemporanea fatta di tecnica, concentrazione dei sapori ed equilibrio.È un piatto che racconta territorio, memoria e ricerca.

Filosofia di cucina

La mia cucina nasce quasi sempre da un ricordo. Può essere un ricordo personale o quello di qualcun altro, ma è sempre legato a un gesto, a un sapore o a un modo di cucinare che appartiene alla memoria di un territorio.Il mio lavoro parte da lì: osservare e codificare quelli che erano gli usi della cucina di un tempo, cercando di capire perché certi piatti esistevano, quali ingredienti li rendevano possibili e quale rapporto avevano con il luogo da cui nascevano.L’interesse non è rivolto alla tradizione borghese o alla cucina codificata nei ricettari, ma piuttosto alla cucina della gente comune: una cucina spesso semplice, nata dalla necessità, ma capace di esprimere in modo diretto e autentico il carattere di un territorio.A partire da queste radici cerco poi di costruire una cucina personale, che non sia una riproduzione della tradizione ma una sua evoluzione, mantenendone l’identità e portandola in una dimensione contemporanea attraverso tecnica, equilibrio e ricerca sul gusto.

LO CHEF DANIEL TORTELLA IN CUCINA

Obiettivi per il 2026

Il mio obiettivo per il 2026 è continuare ad approfondire la ricerca sul gusto italiano nella sua espressione più profonda.Studiare i prodotti, le tradizioni e le preparazioni popolari per comprenderne davvero l’origine e trasformarle in una cucina sempre più consapevole, personale e radicata nel territorio.

Un racconto che continua

Il primo gesto è un percorso editoriale, non una somma di episodi isolati.Ogni puntata dialoga con la precedente e prepara la successiva.Il piatto di Daniel Tortella aggiunge una nuova direzione al racconto: il latte diventa linguaggio, la memoria diventa struttura, il gusto torna al centro.Per comprendere come questo gesto si inserisca nella trama della rubrica, è necessario tornare alla puntata precedente, dove il dialogo prende forma in un’altra memoria gastronomica.👉 Continua a leggere Il primo gesto – Il piatto che apre il 2026 | Puntata precedente

✍️ unpuglieseinterrapontina – critico enogastronomico

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