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  • Roberto De Pascale

evasioni metropolitane a Milano

Mi capita spesso di poter viaggiare e conoscere la mia bella Italia e così mi sono concesso un week end nell'eclettica Milano.

Il modo perfetto per evadere dalla vita metropolitana e godersi un momento di pace e relax e' trovare posti che sanno di casa, che sono accoglienti e offrono il "tepore" che quando si è lontani di casa ti manca.

Nella parte Nord della Milano industriale, in una graziosa via privata, che riporta con il pensiero a quelle tinte della vecchia città e ad un’atmosfera con sfumature legate alla tradizione, in un cuore pulsante di modernità, ho avuto la fortuna di trovare un bellissimo ristorante che solo dopo aver giocherellato su google ho scoperto esser stellato, Innocenti Evasioni, nome perfetto per evadere dalla vita metropolitana.

In questo angolo urbano lo Chef Tommaso Arrigoni ha dato luce ad un mondo sospeso, dove eleganza, armonia e gusto convivono in un delicato equilibrio.

La cucina di Innocenti Evasioni dedica uno sguardo alla tradizione, rivisitandola e valorizzandola nelle sue migliori espressioni. Segue lo scorrere delle stagioni e ciclicamente viene ideato un menù diverso, per abbinare i prodotti di ogni periodo alla creatività dello Chef, che propone sempre nuove idee ai propri ospiti. L’eccellenza delle materie prime, la creatività, la sperimentazione negli accostamenti sono gli ingredienti per suscitare un’emozione a cui abbandonarsi piacevolmente.

Il ristorante è composto da una sala principale, e se ne affianca una seconda, molto più intima e raccolta, sala dove ho chiesto di cenare.

Il decor gioca tra il classico e l’art nouveau e ogni dettaglio è finemente curato, per rendere l’ambiente accogliente e molto intimo: dalle candele agli allestimenti, ogni oggetto trova la sua naturale collocazione e ogni tavolo è diverso dall'altro. A far da scenografia vi è un incantevole giardino Zen dove, grazie a giochi d’acqua e a piante di ogni tipo, si percepisce l’ambiente esclusivo in cui si è entrati.

A fine cena essendo un ospite poco timido e molto impavido ho chiesto la possibilità di conoscere lo chef, cosa non scontata in uno stellato.

Lo chef si è mostrato molto cordiale, simpatico e alla mano e così mi ha permesso di sottoporgli qualche domanda.

.La prima domanda che ho sottoposto allo chef è' sapere se ha uno stile che segue nel cucinare, se ci sono grandi chef a cui si è ispirato o se segue delle linee di pensiero particolari. E lui in modo del tutto spontaneo mi ha confidato che si è sempre ispirato alla cucina tradiziornale italiana reinterpretandola, “alleggerendola” e “modernizzandola” attraverso tecniche moderne per renderla contemporanea. Guarda poco gli chef contemporanei, preferisce trarre ispirazione dai grandi libri storici di cucina per poi andare a cambiare quelle ricette partendondo dall'originale.

Libri storici di cucina che io adoro, in un film francese mi capito' di scoprire un libro poi acquistato, L'arte della Cucina moderna, un libro stupendo per chi ama cucinare e scoprire nuovi accostamenti, diventato la mia piccola bibbia della cucina.

Avendo mangiato piatti buonissimi con accostamenti unici ho voluto conoscere i suoi ingredienti preferiti, Con grande stupore ho scoperto che lo chef e' un amante del dolce, di cui io vado pazzo e i suoi ingredienti preferiti sono il cacao e le fave di cacao che utilizza anche al di fuori della pasticceria. In generale ama la pasticceria e i primi piatti, che sono anche i miei piatti preferiti.

Ho trovato i suoi piatti delle piccole opere d'arte, belli, eleganti e così ho chiesto se ama sorprendere i suoi ospiti con qualcosa in particolare e se ha degli accostamenti prestabiliti o cambiano ogni volta che crea un piatto. La sua cucina è alla portata di tutti. Ama le cose semplici e concrete. Ricerca una cucina autentica, legata al territorio e alla disponibilità della stagione. Gli accostamenti devono essere convenienti ad esaltare il gusto

del piatto, il ricordo. Posso assicuravi che i suoi piatti hanno un gusto davvero sorprendente che riporta a ricordi andati.

Oggi ci sono chef che nascono da contest televisivi o che iniziano a cucinare per gioco e poi diventano affermati chef così la mia curiosità era sapere se la passione per la cucina è nata sin da bambino o crescendo. Lo chef non si è improvvisato anzi, ha sempre avuto una attitudine pratica nella sua vita. La vera passione è nata lavorando con i bravi maestri.

Solitamente e' quasi impossibile conoscere chef stellati o cmq cenare in uno stellato senza sentirsi osservati come se stessi camminando su dei bicchieri di vetro attento a non romperli e cosi' ho voluto sapere cosa significa per lo chef avere una stella michelin, il significato che gli attribuisce e se questo ha modificato il suo modo di lavorare e cucinare. Per Tommaso la stella è un ottimo riconoscimento, ma non ha mai lavorato per quello. Il suo obiettivo è sempre stato la soddisfazione degli ospiti, e la gestione dell’azienda ristorante.

Solitamente i ristoranti stellati sono delle piccole industrie, responsabili marketing, architetti e tantissime altre figure mentre a Innocenti Evasioni nato 24 anni fa Tommaso si occupa di tutto a 360°, dalla cucina, al servizio, all’ambiente, . Per quest’ultimo si e' avvalso di un artista che ha realizzato sia i quadri del locale che i tavoli, uno diverso dall’altro.

Se siete a Milano e nella vostra rubrica non trovate un buon ristorante , vi consiglio Innocenti Evasioni, un posto magico dove vi sentirete a casa, dove troverete il bello e potrete mangiare piatti che esaltano il gusto del palato e vi lasciano in bocca sapori originali e genuini.

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