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Il Nono Sapore Uè Tosàt – 52 Gradi, Conegliano Veneto

  • Immagine del redattore: Roberto De Pascale
    Roberto De Pascale
  • 20 dic 2025
  • Tempo di lettura: 3 min

Ci sono pizze che nascono per essere replicate.E altre che nascono per raccontare una storia.

Uè Tosàt appartiene a questa seconda categoria. Non è un esercizio creativo, né un’idea costruita a tavolino: è il racconto personale di una vita attraversata da due territori, due linguaggi, due modi di intendere il cibo come casa.

È la pizza con cui Gennaro, titolare e pizzaiolo di 52 Gradi, mette nel piatto il proprio percorso senza mediazioni:la Campania, terra d’origine, emotiva e identitaria;e il Veneto, dove arriva a quattro anni e che lo cresce, lo accoglie, lo forma.

Il nome è già una dichiarazione di intenti.“”, intercalare campano, immediato, viscerale.“Tosàt”, in veneto “ragazzo”: chi cresce, chi impara, chi diventa.Due parole che non cercano una sintesi rassicurante, ma convivono, così come convivono le appartenenze di chi non ha mai voluto scegliere una sola casa.

Dentro Uè Tosàt la materia prima non è mai decorativa, ma narrativa.

– crema di friarielli artigianale– provola affumicata della penisola– friarielli spadellati alla napoletana– baccalà mantecato con olio extravergine d’oliva, olio di semi e pepe rosa– sferificazione di succo di melograno– cialda di farro e pelle di baccalà, ottenuta riutilizzando lo scarto della lavorazione precedente, in una cucina che sceglie consapevolmente lo zero sprechi

Gennaro, pizzaiolo e titolare di 52 Gradi a Conegliano Veneto, autore della pizza Uè Tosàt, Nono Sapore del Natale

Gli ingredienti parlano due territori diversi, ma condividono la stessa grammatica emotiva.Il friariello richiama la Campania più intima, quella delle tavole familiari e delle ricerche quasi ostinate, durante le feste, per ritrovare anche lontano il sapore di casa.Il baccalà mantecato racconta invece l’ingresso graduale nella cucina veneta, filtrato dalla figura materna, dai primi esperimenti domestici, dalla curiosità di trasformare un gusto nuovo in una tradizione possibile.

Per Gennaro, questa pizza ha il sapore del Natale.Non come data sul calendario, ma come tempo della memoria, in cui il cibo diventa strumento per tenere insieme una famiglia che cambia, migra, si adatta.

Veneto e Campania non sono mai state alternative.Sono sempre state casa.

52 Gradi nasce a Conegliano Veneto, e porta nel nome un riferimento intimo: nella smorfia napoletana, il 52 è la mamma. Un omaggio diretto alla figura materna, cuoca nelle cucine di famiglia e motore silenzioso del progetto.

Sala della pizzeria 52 Gradi a Conegliano Veneto, ambiente curato e accogliente con servizio attento e atmosfera conviviale

La pizzeria affonda le radici in una base profondamente tradizionale, ma rifiuta l’idea di replica. I grandi classici campani restano un riferimento costante, attraversati però da una visione personale costruita nel tempo e nel dialogo con il territorio veneto.

L’impasto è il risultato di anni di studio e sperimentazione: farina di tipo 1, prefermento solido, tecniche di biga e autolisi, per ottenere un prodotto scioglievole, leggero e correttamente fermentato.La gestione degli impasti è affidata al pizzachef Tommaso, cresciuto professionalmente all’interno del progetto, che cura ogni fase della lavorazione e della stesura, momento cruciale per la riuscita finale della pizza.

Accanto a Gennaro, 52 Gradi è una realtà corale.La chef Michela firma fritti e dolci artigianali, reinterpretando la tradizione campana con creatività, tecnica e attenzione alla stagionalità, trasformando le ricette della memoria in nuove forme di racconto.Le farciture delle pizze sono invece affidate alla visione dello chef Massimiliano, che muove la cucina tra grandi classici e proposte più creative, seguendo il ritmo delle stagioni e portando nel progetto un’espressione personale maturata dopo anni di esperienza.

La sala è guidata da Paulina, caposala, che coordina un gruppo giovane con un’idea di servizio attento e curato, distante dal modello di pizzeria “fast” e più vicino a un’accoglienza consapevole.

Fritti artigianali della pizzeria 52 Gradi a Conegliano Veneto, antipasti firmati dalla chef Michela tra tradizione campana e stagionalità

Uè Tosàt non è una pizza da ricordare per un singolo ingrediente.È una pizza che resta per ciò che tiene insieme.

È il punto d’incontro tra ciò che si eredita e ciò che si diventa.Tra un Sud che non si perde e un Nord che accoglie.Tra memoria e presente.

Ed è proprio qui che prende forma il Nono Sapore del Natale: un sapore che non è immediato né dichiarato, ma nasce dal ricordo, dall’identità, dal tempo condiviso attorno a una tavola. Un sapore che cresce, persiste, ritorna.

In questo morso c’è un bambino che cresce, una famiglia che cambia, una cucina che diventa linguaggio.E c’è un Natale che non finisce con le feste, ma continua ogni volta che quel sapore riporta a casa.

Pizza Uè Tosàt di 52 Gradi a Conegliano Veneto con friarielli in doppia consistenza, provola affumicata, baccalà mantecato e sferificazione di melograno

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