IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 – Ventiseiesima puntata | Chef Felix Lo Basso – Felix Lo Basso Restaurant
- Roberto De Pascale
- 2 giorni fa
- Tempo di lettura: 2 min
Il Polpo incontra la Puglia
Ci sono piatti che non nascono per essere inventati ma per essere ricordati.
Felix Lo Basso sceglie di aprire l’anno con un gesto personale: trasformare l’insalata di polpo delle tavole pugliesi in una lettura contemporanea senza tradirne l’identità.
Il polpo viene cotto lentamente nella propria acqua, come nella tradizione domestica, lasciato raffreddare e successivamente arrostito per creare contrasto tra morbidezza e tostatura. Il sapore marino resta puro, mai coperto.
Attorno si costruisce il paesaggio: cime di rapa appena scottate, pomodorini confit concentrati, tartare di olive pugliesi e burrata che porta rotondità lattica. Il risultato è un piatto leggibile: mare, orto e memoria convivono senza sovrastrutture tecniche.
Non una scomposizione ma una traduzione. Il gusto resta immediato, comprensibile e profondamente mediterraneo.

Filosofia
Lo Basso negli ultimi anni ha scelto di ridurre la tecnica quando non necessaria. La cucina resta fine dining ma cerca sostanza, masticazione e riconoscibilità.
Il prodotto guida il piatto e il racconto accompagna il gusto: un ritorno all’autenticità italiana che oggi lo chef porta anche fuori dal paese, mantenendo radici e identità.

Il percorso di Felix Lo Basso
Dopo gli esordi in Val Gardena in un hotel di lusso, nel 2016 apre il ristorante in Piazza Duomo a Milano conquistando la stella Michelin. Seguono Memorie di Felix Lo Basso a Trani e Felix Lo Basso Home & Restaurant a Milano.
Il trasferimento in Svizzera segna una nuova fase professionale: nel 2025 ottiene una nuova stella Michelin e viene inserito tra i 100 migliori chef al mondo.
Oggi il Felix Lo Basso Restaurant propone la formula Chef’s Table con menu degustazione a sorpresa servito direttamente dallo chef.

I vini – Emiliana Ferraroni | Soledì Wines
Ad accompagnare il piatto sono i vini Soledì, progetto nato a Lugano dalla famiglia Ferraroni e guidato da Emiliana Ferraroni. Produzione artigianale del Canton Ticino pensata per esprimere eleganza ed equilibrio.
NiK1 – Rosso del Ticino DOC (Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Petit Verdot): profumi di spezie, ribes e sottobosco, tannino presente ma gentile. La sua struttura sostiene la parte arrostita del polpo e dialoga con l’amaro delle cime di rapa.
Emiolé – Rosso del Ticino DOC (Merlot e Cabernet Franc): più morbido e rotondo, con note di cassis e tostatura. Lavora sulla componente lattica della burrata e sulla dolcezza dei pomodorini confit.
Il vino non sovrasta il piatto ma ne prolunga la lettura, accompagnando consistenze e ritorni aromatici.

Un racconto che si costruisce
Il primo gesto è un percorso editoriale, non una somma di episodi isolati.Ogni puntata dialoga con la precedente e prepara la successiva.
Il piatto di Felix Lo Basso aggiunge una nuova direzione al racconto: la memoria personale diventa linguaggio condiviso, capace di collegare territori diversi attraverso un’identità riconoscibile.
Per comprendere come questo gesto si inserisca nella trama della rubrica, è necessario tornare alla puntata precedente, dove il dialogo prende forma in un’altra memoria gastronomica.
👉 Continua a leggere Il primo gesto – Il piatto che apre il 2026 | Puntata precedente
✍️ unpuglieseinterrapontina – critico enogastronomico



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