IL PRIMO GESTO | Quarantacinquesima puntata | Chef Luigi Coppola – Aquadulcis, Massa di Vallo della Lucania
- Roberto De Pascale
- 30 giu
- Tempo di lettura: 3 min
Cacio e pepe Aspergillus
Ci sono piatti che iniziano davanti agli occhi del cliente. Altri cominciano molto prima, quando la cucina è ancora immersa nel silenzio. Per Luigi Coppola il primo gesto coincide con un'attesa: il momento in cui il koji incontra il riso e avvia una trasformazione lenta, invisibile, ma decisiva. È lì che la sua cacio e pepe prende forma. Non come esercizio di tecnica, ma come ricerca di un gusto capace di guardare alla tradizione senza limitarsi a ripeterla.
Il tempo diventa il vero ingrediente del piatto. La fermentazione viene seguita con precisione, perché ogni ora modifica struttura, aromi ed equilibrio. Il risultato è una pasta di riso che conserva una consistenza netta e sviluppa una profondità nuova. Nulla vuole sostituire la ricetta classica: l'obiettivo è comprenderne l'essenza e accompagnarla verso una lettura contemporanea.
Quando il piatto arriva in tavola, tutto appare essenziale. I lingotti di pasta di riso fermentata incontrano una crema di Pecorino Romano DOP che sostiene senza coprire. Poi il pepe cambia la prospettiva. Sarawak, Tellicherry, Cubebe e Kampot non rappresentano una semplice scelta di varietà, ma quattro modi diversi di interpretare lo stesso piatto. Ogni assaggio modifica il profumo, la persistenza e l'equilibrio del boccone, lasciando intatta la sua identità.

Perché questo piatto
Luigi Coppola sceglie questa cacio e pepe per rappresentare il 2026 perché racchiude la direzione della sua cucina. Per lui è l'anno della maturità della bio-gastronomia: la fermentazione non viene utilizzata per stupire, ma per esaltare l'identità degli ingredienti della tradizione. È un piatto che elimina il superfluo per arrivare all'essenza, arrivando a quella che Luigi Coppola definisce l'essenza dell'Umami Mediterraneo: una profondità di gusto ottenuta non aggiungendo ingredienti, ma eliminando tutto ciò che è superfluo. Non un remake della ricetta romana, ma una sua evoluzione, dove meno elementi generano una profondità di gusto ancora maggiore.
Il gesto
Il primo gesto non è la mantecatura, ma l'innesto del koji. Per giorni la fermentazione viene monitorata affinché la pasta di riso conservi la struttura della pasta tradizionale e sviluppi un profilo umami più profondo. Anche l'impiattamento segue una logica precisa: i quattro elementi vengono allineati con rigore, trasformando la disposizione nel piatto in un vero codice gustativo. Il lino bianco non è un semplice supporto estetico, ma parte integrante dell'esperienza, invitando l'ospite a concentrarsi esclusivamente sul sapore e sul gesto.
Filosofia
Luigi Coppola definisce la propria cucina un classico contemporaneo. La tradizione è il punto di partenza, mai il punto di arrivo. Ogni ricetta viene studiata, scomposta e ricostruita per conservarne l'identità attraverso un linguaggio attuale. Le fermentazioni naturali, il lavoro sul koji e la ricerca sono strumenti, non protagonisti. La tecnica rimane dietro le quinte, perché un piatto raggiunge il proprio obiettivo quando il cliente ricorda il sapore e l'emozione che ha lasciato, non il procedimento che l'ha reso possibile.

Aquadulcis
Situato all'interno di un antico frantoio restaurato a Massa di Vallo della Lucania, Aquadulcis rappresenta una delle espressioni più interessanti del fine dining cilentano. L'ambiente è raccolto, con pochi coperti e una cucina a vista che dialoga costantemente con la sala. I percorsi degustazione seguono la stagionalità nella sua forma più estrema, accompagnando l'ospite in un racconto che evolve insieme ai prodotti del territorio.

Il percorso
Nato ad Agropoli nel 1984, Luigi Coppola si forma all'Istituto Alberghiero R. Virtuoso di Salerno. Le prime esperienze con Gerardo Novi a Paestum proseguono nelle cucine del Crowne Plaza St. Peter's e del Grand Hotel della Minerva di Roma, dove consolida metodo e tecnica. Dal 2016 al 2025 guida Casa Coloni della Tenuta Duca Marigliano, contribuendo a portare il ristorante all'attenzione delle principali guide gastronomiche. Oggi apre un nuovo capitolo come Executive Chef di Aquadulcis, nel cuore del Cilento.
Obiettivi
Il 2026 segna una nuova fase di crescita per Aquadulcis. Il progetto punta a consolidare la propria identità nel panorama dell'alta cucina cilentana attraverso un lavoro sempre più profondo sull'orto biologico, sulle fermentazioni e sulla produzione interna. Accanto a questo prende forma una collaborazione sempre più stretta con i piccoli produttori del territorio, per valorizzare la filiera corta e recuperare varietà vegetali a rischio di scomparsa. L'obiettivo finale è costruire un'esperienza sempre più sartoriale, in cui cucina e sala parlino la stessa lingua e ogni degustazione diventi un dialogo continuo con l'ospite.
Un racconto che continua
Ogni puntata de Il primo gesto racconta il momento in cui un'idea diventa cucina. Con Luigi Coppola quel momento coincide con un gesto che quasi nessuno vede: attendere. Perché, prima del fuoco, è il tempo a compiere la trasformazione più importante.
✍️ unpuglieseinterrapontina – critico enogastronomico



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