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  • Roberto De Pascale

Lo champagne che parla italiano

Un bel week end a Padova, tra i tanti che faccio in giro per l'italia, città con tantissima storia, palazzi bellissimi e gente davvero cordiale e molto simpatica.

Ho avuto la fortuna di conoscere Nadia Nicoli, una donna molto simpatica con la quale parlando di passioni le ho confidato la mia passione per i vini e per lo Champagne, regione della Francia che ho visitato, stupenda dove ho avuto modo di visitare chateux davvero unici.

Nadia mi ha confidato che lei ha una azienda di champagne, Encry, distribuita in Italia da Proposta Vini, e io le ho confidato di non conoscerla, ahimè e cosi' ho voluto saper tutto di questa etichetta cosi da arricchire il mio bagaglio culturale in tema di champagne.

La storia di Ecry, giovane realta' e' segnata dal coraggio e dal forte desiderio di voler intraprendere un cammino tale da renderli unici e imparagonabili nel mondo degli Champagne. Una storia ricca di aneddoti che si potrebbero usare come una spettacolare sceneggiatura di un film dove i colpi di scena non mancano come nell’evoluzione che avviene nelle loro cuvèe. Il vino è il risultato dell’anima di chi lo produce.

Ogni anno sono alla ricerca della creazione perfetta che non esiste in questo mondo dettato da troppe regole ma per lo spartito dei nostri palati, la sinfonia che suonano raggiunge livelli tali per cui l’impiego di altre tecniche non garantirebbe lo stesso risultato. Pregio e grandezza dei loro vini sono l’arte del fare lo Champagne che si è fusa sapientemente con l’emozione e l’intuizione che li ha spinti nel voler realizzare il progetto ENCRY. L’esclusivo e originale “Terroir” da cui provengono le uve Chardonnay, lasciano traccia ad ogni degustazione. Le orme che i vini della maison Veuve Blanche Estelle - Champagne ENCRY lasciano non sono e non saranno ma omogenee, perche' ogni parcella, bottiglia, calice è esclusiva esperienza che segna il cammino del loro percorso

Nadia mi ha raccontato di dove si trovano in Francia, un posto incantato che dovrò' visitare, Le Mesnil sur Oger, posto nel cuore della Cote de Blancs

E' uno tra soli 17 villaggi che gode storicamente della denominazione Grand Cru su 320, che da solo costituisce la piu' ampia garanzia di qualità e di eccellenza nella regione della Champagne situato a 10 km a sud da Epernay.

Le parcelle dei vigneti che si sviluppano su pochi ettari, definiti in francese lieux-dit, rappresentano una porzione del Grand Cru di Le Mesnil-sur-Oger. Le Mesnil sur Oger è sicuramente una delle zone piu' suggestive della Champagne, dove il terreno calcareo grigio anche noto come Kimmeridgiano, vede anche la presenza di fossili marini che insieme, contribuiscono a rendere le loro cuvèe uniche nonchè simbolo del territorio. Ecry e' uno champagne elegante ma incisivo in entrata che raggiunge un grande equilibrio con il riposo in bottiglia. Ogni grande storia, si sa, porta con sè grandi colpi di scena e personaggi che segnano e concorrono alla formazione della trama e sceneggiatura.

In questo caso i protagonisti sono Enrico e la sua compagna Nadia sia nel lavoro che nella vita, che ho avuto il piacere di conoscere. Due italiani (un fatto insolito per la zona) che producono champagne insieme al loro "vigneron" ( recoltant-manipulant e "chef the cave"). Enrico ha sempre avuto una grande passione per le bollicine, pur occupandosi nella vita d’ingegneria naturalistica e ripristino ambientale. Il suo lavoro consisteva oltre che a reinserire l’ambiente là dove le nuove infrastrutture, discariche, cave e frane si insidiano deturpando altresi' l’ambiente stesso, tramite, un sistema denominato "idrosemina", un processo che prevede l'uso di una particolare miscela di prodotti tutti naturali, tra cui un mix di sementi selezionate che vengono applicati nel terreno. Il destino e la natura portano Enrico prima in Toscana tra i vigneti di note case vitivinicole e poi nella Champagne. La cave in cui opera il vigneron, e' inizialmente semplice fatta in pietra e gesso con botti di cemento, cosi' come la tradizione della Champagne vuole, resa poi moderna dalla presenza e uso delle botti in acciaio inox, ottime per il controllo della temperatura durante le fasi di fermentazione. Il nome, "ENCRY" e' dato dall'unione del soprannome di Enrico "Enry" e la lettera "C" di "champagne". La maison e' registrata come "Veuve Blanche Estelle" ed e' inserita tra i Recoltants Manipulants, quei piccoli produttori che coltivano e raccolgono le proprie uve. Il risultato: "vins de plaisir", un vino apprezzato in tutto il mondo, con una vasta gamma di peculiarita'. Cuvèe che si adattano perfettamente a tutte le occasioni, suddivise in quattro tipologie partendo dal Brut, poi con lo Zero Dosage, il Grande Rose', e in fine con i Millesimati di varie annate.

Una storia, anche la più semplice, segna il proprio tempo attraverso il coraggio di alcune scelte, il desiderio del realizzare, la capacità di progettare, l’attenzione nei particolari, l’appartenenza ai propri sogni. La grandezza di questi ultimi vive in un mestiere oltre frontiera come il nostro, dove il coraggio sta nel creare l’arte nello champagne, fondere sapientemente l’istinto di un progetto con l’emozione che si vive nel vederlo realizzato. Interpretiamo il nostro tempo attraverso le diverse tecniche che caratterizzano la nostra realtà e precediamo il futuro affrontandolo come si affronta una sfida piena di insidie ed ai confini del possibile. Assurdo non lo è mai quando si tratta di allargare i propri orizzonti.

Con Nadia ho avuto la fortuna di bere il Millesime 2009, uno champagne che potremmo dire degno di nota.

Sono davvero felice di aver scoperto un nuovo mondo, un nuovo champagne, non commerciale come tanti, ma chi distingue per la sua etichetta, e non solo.

Quando faro' le mie amate cene con i miei amici potrò far bere qualcosa di davvero unico, che va scoperto e ammirato.

#champagne#france#italy'


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