IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 | Sesta puntata | Chef Antonio De Carlo – Zephyr Restaurant, Lecce
- Roberto De Pascale
- 24 gen
- Tempo di lettura: 3 min
Questo piatto custodisce il senso del luogo. Racconta al cliente chi sei ancora prima che tu dica una parola.Con Sapori Antichi prende forma una narrazione che va oltre il piatto e diventa gesto, memoria, appartenenza. Un asse simbolico tra Zephyr e Ocean, due luoghi, due sponde del Mediterraneo che dialogano attraverso il gusto, il profumo e la stratificazione del ricordo.Il piatto nasce dall’idea di continuità: continuità tra terre, tra culture, tra mani che hanno impastato prima e mani che oggi reinterpretano. Non è un esercizio nostalgico, ma un atto consapevole di riconnessione..
Al centro del piatto ci sono i triddhi, formato antico della tradizione pugliese, profondamente legato al gesto manuale. Il termine deriva dal greco τρίβω, ‘strofinare’, e racconta la tecnica con cui l’impasto viene sbriciolato tra le dita, senza coltelli né strumenti. Un gesto che si ripete da secoli, tramandato oralmente, soprattutto attraverso il sapere femminile delle massaie.

In molte famiglie salentine, preparare i triddhi era un rito collettivo, legato ai momenti di festa e alla Settimana Santa. Il gesto delle tre dita — pollice, indice e medio — assumeva anche un valore simbolico, diventando augurio di prosperità, continuità e protezione domestica.
I triddhi non si tagliano: si fanno con le mani. E in questo fare si deposita la memoria.In Sapori Antichi, questa memoria viene riletta con rispetto e misura. Triddhi, burro alle erbe mediterranee, limone marocchino e pesce marinato. Ingredienti essenziali, profondi, che non cercano l’effetto ma il senso. Ogni elemento è pensato per dialogare con l’altro, senza sovrapporsi, lasciando spazio alla riconoscibilità della materia prima.
Il limone marocchino introduce una nota agrumata che richiama Ocean, l’altra struttura del gruppo in Marocco, aprendo il piatto a una geografia più ampia, fatta di rotte, scambi e contaminazioni naturali. Il burro alle erbe mediterranee agisce come elemento di raccordo, legando profumi e territori in un’unica armonia.A guidare questa visione è lo chef Antonio De Carlo, alla guida di Zephyr Restaurant di Lecce, all’interno de La Fiermontina Luxury Home.

La sua cucina è essenziale, istintiva, profondamente rispettosa della materia prima e del territorio, ma aperta a influenze culturali che ampliano il racconto senza tradirne l’origine.De Carlo lavora per sottrazione, cercando equilibrio e precisione più che effetto.
La tecnica non è mai fine a se stessa, ma diventa strumento narrativo, capace di dare forma a una cucina consapevole, che guarda avanti senza perdere il legame con le proprie radici.Cucinare, in questo contesto, non è solo creare. Cucinare è ricordare.
È un atto che mette in relazione passato e presente, trasformando il gesto antico in linguaggio contemporaneo.Sapori Antichi rappresenta l’inizio simbolico di un nuovo anno. Non come rottura, ma come continuità. Un nuovo capitolo che parte da ciò che è stato, perché il passato resta il punto da cui partire per costruire il futuro.
IL RISTORANTE
Una contaminazione di culture in una cucina innovativa con radici locali
Immerso in un uliveto antico, circondato dalle mura urbiche cinquecentesche nel cuore della città, il ristorante Zéphyr promuove percorsi culinari che si insinuano nei cinque sensi ed è il luogo perfetto per chi è in cerca di altri orizzonti, altre storie, altri sguardi.
Un agrumeto segreto, luci d’atmosfera e un servizio sorridente e professionale sono il preambolo di un viaggio gastronomico di sicuro interesse.
LA CUCINA
Ingredienti selezionati con la massima cura da piccoli produttori per una cucina mediterranea, fresca, contemporanea, buona e bella da vedere.
LE LOCATION
Due salette interne, che possono ospitare una ventina di coperti, dove il calore della pietra locale si sposa con lampade, specchi e arredi di design; la palette cromatica tenue è punteggiata dal verde delle eleganti kenzie che separano i vari tavolini tondi e quadrati e le poltroncine beige, gialle e tortora, mentre nell’ariosa sala bar, con porte finestre e alto soffitto, risalta il bancone illuminato.
Al centro della prima sala la scultura in marmo “La liberté” di Jacques Zwobada, datata 1953, rimanda alla storia romanzesca di Antonia Fiermonte, nonna materna scomparsa a soli 42 anni di Fouad Giacomo e Antonia Yasmina Filali.
LA CARTA DEI VINI
La carta dei vini di Zéphyr Restaurant propone etichette autoctone e una selezione dalle varie regioni italiane, oltre a champagne francesi.
Il primo gesto è un percorso editoriale, non una somma di episodi isolati.Ogni puntata dialoga con la precedente e apre la successiva.Per comprendere appieno il senso di questo piatto e il dialogo che instaura con il futuro, è fondamentale tornare alla Seconda Puntata, dove il racconto prende forma attraverso il gesto di Damiano Corsi.

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✍️ unpuglieseinterrapontina – critico enogastronomico



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