top of page

IL PRIMO GESTO | Il piatto che apre il 2026 | Ventesima puntata | Gennaro Capparelli – 52 Gradi, Conegliano Veneto

  • Immagine del redattore: Roberto De Pascale
    Roberto De Pascale
  • 24 feb
  • Tempo di lettura: 2 min

Questo piatto racconta la capacità della pizza di farsi linguaggio gastronomico, senza rinnegare la propria identità popolare. È un gesto che unisce memoria, territorio e tecnica, traducendo una ricetta della tradizione veneta in una grammatica contemporanea.

Radicchio e Fagioli nasce come omaggio alla terra trevigiana e alla sua stagionalità. Non è una rilettura estetica, ma un lavoro di equilibrio sulle consistenze, sulla profondità del sapore e sulla pulizia del morso. La base di crema di fagioli cannellini sostituisce il pomodoro, portando rotondità e comfort, mentre la provola affumicata accompagna senza invadere.

Pizza Radicchio e Fagioli di Gennaro Capparelli con crema di fagioli cannellini, radicchio tardivo IGP, provola affumicata e glassa di aceto balsamico

Il radicchio tardivo IGP al forno rappresenta il cuore identitario del piatto: amaro elegante, dolcezza naturale e memoria agricola. I popcorn di fagioli borlotti introducono ritmo e croccantezza, mentre la glassa di aceto balsamico lavora sulla tensione acida, restituendo precisione al finale.

È una pizza che non cerca effetti speciali, ma coerenza. Ogni ingrediente dialoga con l’altro senza sovrapporsi, costruendo un gesto che restituisce identità e stagionalità in modo leggibile e contemporaneo.

Lo Chef

Gennaro Capparelli è un interprete sensibile della nuova pizza italiana. Il suo lavoro nasce da una profonda attenzione alla materia prima, alla fermentazione e alla leggerezza dell’impasto, inteso come struttura narrativa del piatto. La sua ricerca non è mai fine a sé stessa: parte sempre dal rispetto della memoria gastronomica e si sviluppa attraverso tecnica, studio e costanza.

Nel suo percorso convivono rigore, ascolto del territorio e una visione moderna della pizzeria come luogo di esperienza, non solo di consumo. La sua cucina lavora sulla sottrazione del superfluo e sull’equilibrio del gesto.

Gennaro Capparelli mentre lavora l’impasto della pizza con biga al 50% nel laboratorio di 52 Gradi a Conegliano Veneto

Il Ristorante

52 Gradi nasce a Conegliano Veneto come progetto familiare e identitario. Il nome richiama, nella smorfia napoletana, il numero della “mamma”, figura centrale anche nella vita del locale. La madre di Gennaro cura infatti fritti e dolci artigianali, mantenendo vivo il legame con la cucina domestica.

Il cuore tecnico è l’impasto: biga al 50%, idratazione intorno al 70% e farina di grano germogliato tipo 1. Una base leggera, fragrante e strutturata, capace di sostenere topping complessi senza perdere equilibrio.

La proposta segue il calendario agricolo e lavora sulla rilettura delle ricette tradizionali italiane. La carta propone pizze stagionali, birre artigianali, vini veneti e campani, in una visione di pizzeria contemporanea che privilegia qualità, coerenza e accoglienza.

il ristorante dove Gennaro Capparelli delizia con la sua pizza

UN RACCONTO CHE CONTINUA

Il primo gesto è un percorso editoriale che cresce puntata dopo puntata, costruendo un dialogo continuo tra territorio, cucina e visione.Scopri le puntate precedenti e lasciati guidare dall’inizio di questo racconto: ogni episodio aggiunge un tassello fondamentale alla visione complessiva.

✍️ unpuglieseinterrapontina – critico enogastronomico

 

Commenti


©2025 di Un Pugliese in terra Pontina. Creato con Wix.com

bottom of page